Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Cesare Battisti

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

 di Annalisa Pirastu

Via Cesare Battisti è una via che attraversa perpendicolarmente  viale Trieste.

Cesare Battisti nasce a Trento il 4 febbraio del 1875. E’ stato un patriota, giornalista, geografo, politico e irredentista italiano. Battisti nasce a Trento quando la città era ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico da Cesare, commerciante, e dalla nobildonna Maria Teresa Fogolari. Era l’ultimo di otto fratelli.

Dopo aver frequentato l’Imperial Regio Ginnasio a Trento, per assecondare la madre si iscrive a Giurisprudenza a Graz. Qui si lega a un gruppo di studenti con i quali fonda nel 1894 un’associazione socialista, la «Società degli studenti trentini».

Contemporaneamente  frequenta il primo anno alla facoltà di Lettere e Filosofia per poi proseguire gli studi umanistici a Torino città in cui il fermento socialista stava muovendo i primi passi.

Nel maggio del 1895 Battisti è a Graz ma viene processato per contravvenzione alla legge sulle Associazioni. Chiusa definitivamente la parentesi austriaca, torna a Firenze per frequentare il terzo anno all’Università. Nello stesso periodo conosce Ernesta Bittani sua futura moglie da cui avrà tre figli, e lo storico e meridionalista Gaetano Salvemini.

Nel 1895 fonda assieme ad Antonio Piscel la Rivista popolare trentina, sequestrata dopo il primo numero. Nello stesso anno, Battisti e Piscel editano il primo giornale socialista trentino, L’Avvenire, che a causa di difficoltà finanziarie e della censura cessò di essere pubblicato l’anno successivo.

Battisti si laurea nel1897 con una tesi intitolata Contributo alla geografia fisica e all’antropogeografia del Trentino. Abbraccia presto gli ideali patriottici dell’irredentismo.

Rileva una piccola tipografia trentina, che diviene nel 1901 la Società Tipografica Editrice Trentina o  STET. Nel 1900 fonda il giornale socialista Il Popolo e quindi il settimanale illustrato Vita Trentina, entrambi stampati nella sua tipografia.

Nel 1911 come cittadino austriaco, si fa eleggere deputato al Reichsrat, il parlamento di Vienna, per combattere la causa trentina per il Collegio di Trento città. Si batté per l’autonomia amministrativa del trentino e la costruzione di un’università italiana.

Nel 1914 entra nella Dieta d Innsbruck l’ultima tappa della sua attività in Austria.

L’8 agosto 1914 Battisti, fece pervenire al re Vittorio Emanuele III  un appello per esortarlo ad annettere il Trentino al Regno, coi mezzi diplomatici e, nel caso ricorrendo alle armi.

L’11 agosto 1914 due settimane dopo lo scoppio della guerra austro-serba, Battisti si trasferisce in Italia. Diventa subito un propagandista attivo per l’intervento italiano contro l ‘Impero Austro-Ungarico  tenendo comizi nelle maggiori città italiane e pubblicando articoli interventisti.

Fece parte della massoneria e riconobbe ad essa un ruolo negli accadimenti.Il 26 aprile 1915 viene firmato il Patto di Londra ed il 24 maggio l’Italia entra in guerra contro l’Austria.

Per il suo sprezzo del pericolo  riceve, nell’agosto del 1915 una medaglia di bronzo, diventata poi medaglia d’argento.

Nel maggio 1916 è   a Malga Campobrun, per la famosa Strafexpedition ( maggio – giugno 1916), preparando la controffensiva italiana. Il 10 luglio il Battaglione Vicenza, comandato da Cesare Battisti, tenente, riceve l’ordine di conquistare il Monte Corno  di Vallarsa.

Negli scontri con gli austriaci molti alpini morirono o furono fatti prigionieri e tra questi anche Battisti. Battisti fu processatocon accuse di “]truffatore», «vigliacco», «disertore». Il processo, secondo alcune fonti, fu istruito senza garanzie per l’imputato e senza una difesa di fiducia, ed inoltre contrassegnato da grossolani errori procedurali. I testimoni riportano anche  atti di violenza contro Battisti.

L’ operazione denigratoria e colpevolizzante aveva uno scopo punitivo operato dall’autorità asburgica perché Battisti era ancora deputato austriaco. Fu condannato per Alto Tradimento.

La mattina seguente, il 12 luglio 1916 davanti al tribunale militare, Battisti ribadì  la sua fede all’Italia. Respinse però l’accusa di tradimento basata sul fatto d’essere suddito asburgico e deputato del Reichsrat. Egli si dichiarò invece un soldato catturato in azione di guerra.

Alla pronuncia della sentenza di morte mediante capestro per tradimento, Battisti chiese la fucilazione per rispetto alla divisa militare che indossava. Il giudice gli negò la richiesta. Gli furono fatti indossare  alcuni miseri indumenti.

La morte doveva avvenire con una corda attorno al collo fissata poi a un gancio, posto in cima a un palo. Il condannato sarebbe stato sollevato di peso e poi lasciato cadere. Le cronache riportano che la prima volta il cappio si spezzò. Il boia disse che la corda buona la teneva nella valigia. Quando la prima si spezzò, come era stato progettato, il supplizio venne ripetuto.

Cesare Battisti affrontò il processo, la condanna e l’esecuzione con animo sereno e con grande fierezza, gridando “Viva l’Italia”, come confermano i testimoni.

E’ considerato tra le più importanti figure della dell’irredentismo italiano ed è celebrato come eroe nazionale. Fu insignito della Medaglia d’oro al valor militare.

La montagna su cui venne catturato viene adesso chiamata Monte Corno Battisti.

Muore a Trento il 12 luglio 1916.

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