Cooperazione mediterranea: l’assemblea Arlem adotta il report Pigliaru con l’esperienza Sardegna

Il Report firmato da Francesco Pigliaru e adottato oggi dall’assemblea ARLEM del Comitato delle Regioni a Malta, sede di presidenza del semestre europeo. Il documento erra stato presentato in prima stesura alla Conferenza mondiale sul Clima COP22 a Marrakech lo scorso novembre

 di Alessio Atzeni

La prospettiva dei territori può essere determinante per affrontare nel modo più efficace la crisi umanitaria, economica e politica che sta attraversando l’intera area mediterranea. A fare il punto sul ruolo delle città e delle regioni è il Report firmato da Francesco Pigliaru e adottato oggi dall’assemblea ARLEM del Comitato delle Regioni riunita in seduta plenaria a Malta, sede di presidenza del semestre europeo. Il documento, presentato in prima stesura alla Conferenza mondiale sul Clima COP22 a Marrakech lo scorso novembre, è stato portato questa mattina in aula da Enzo Bianco, sindaco di Catania e capo della Delegazione italiana del CdR in rappresentanza del presidente Pigliaru.

Partendo dall’analisi della situazione attuale con l’osservazione dei dati, il Report si concentra sulla cooperazione transfrontaliera mediterranea come strumento strategico di sviluppo comune. “Per vincere i problemi che pesano su tutta l’area serve un maggior pragmatismo da parte della politica euro-mediterranea”, spiega Francesco Pigliaru. “Ci troviamo ad affrontare terrorismi, flussi migratori, questioni di coesione e di sicurezza, oltre alle conseguenze dei cambiamenti climatici. È necessario che insieme ai principi e i valori condivisi si sappia tener conto di quei bisogni e quegli interessi comuni di cui il livello di governance regionale e locale, il più vicino ai cittadini, ha la maggior consapevolezza”.

Nel lavoro del presidente della Regione Sardegna, che è anche presidente della Commissione ENVE del CdR, si sottolinea come alla luce della nuova politica europea di Vicinato, che punterà a una maggiore differenziazione nelle relazioni con i Paesi nel pieno riconoscimento delle aspirazioni e degli obiettivi di ciascuno, le autorità locali si trovino ad affrontare una sfida importante. “Per  innescare, consolidare e promuovere processi virtuosi è fondamentale gestire in maniera sistemica e integrata risorse e competenze locali. Il sistema produttivo deve poter far leva sulla creatività, sui saperi e le conoscenze tradizionali che caratterizzano i territori, sull’innovazione e sulla tecnologia.

Le autorità locali e regionali possono fare la differenza, anche e soprattutto attraverso la cooperazione transfrontaliera, che ha un forte potenziale di mobilitazione dei territori e ripristina la centralità delle periferie. La Sardegna è in prima linea su questi temi come Autorità di gestione del Programma  ENI CBC Med – sottolinea Pigliaru – che coinvolge 13 Paesi ed oltre 130 Regioni che si affacciano sul Mediterraneo. Questa esperienza ci mostra che seppure siano molte le autorità locali e regionali che partecipano, sono pochissime quelle della sponda Sud che hanno portato avanti progetti leader, in grado di trainare altri.

Per crescere tutti insieme è necessario rafforzarne la leadership come portatori ed interpreti dei bisogni e delle aspirazioni economiche, sociali e ambientali dei territori. Ciò si ottiene potenziandone le capacità gestionali ma soprattutto consolidando le capacità delle autorità di convogliare le istanze locali in progetti di qualità in sinergia con la società civile, il settore privato, il mondo accademico e della ricerca. Nello stesso tempo bisogna sostenere efficienti processi di decentramento nei paesi coinvolti e rafforzare i meccanismi di governance tra i diversi livelli politici ed amministrativi. Solo così i territori potranno diventare dei veri e propri laboratori di sviluppo”.

Nella parte finale, il documento si sofferma sulla questione insularità, con la richiesta alla UE di riconoscere il carattere specifico di perifericità associato alla condizione insulare. Sul punto, a sottolinearne l’importanza, è intervenuta in aula Maria Antoinette Maupertuis, responsabile degli affari europei della Corsica, ricordando il lavoro portato avanti insieme dalle due isole e che coinvolge anche le Baleari.

Il Report Pigliaru, che con l’adozione da parte dell’assemblea ARLEM costituisce ora la voce ufficiale dei territori dell’Unione del Mediterraneo (UfM) sul tema, sarà inviato ai Governi dei 43 Paesi che ne fanno parte e sarà posto all’attenzione di Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e di Johannes Hahn, Commissario europeo per l’Allargamento e la Politica di Vicinato.

 

 

 

 

 

 

 

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