Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, piazza Francisco Desquivel

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

Piazza Francisco Desquivel si trova nel quartiere di Is Mirrionis.

Francisco Desquivel,  figlio di Francisco e di donna Maria de Landa, nacque  intorno al 1550.

Nel 1584 conseguì la laurea in diritto civile ed ecclesiastico presso l’università di Leon dove poi insegnò per alcuni anni. Nel 1595 assunse la carica di inquisitore a Maiorca.

Durante questo incarico riscosse notevole consenso, presso la popolazione e presso il re Filippo IV, che nel 1604 lo nominò arcivescovo di Cagliari.

Assunta la carica, resse l’Inquisizione in Sardegna tramite un delegato. Grazie alla sua esperienza in materia fu un punto di riferimento per il Regno di Sardegna  anche dopo la nomina di un inquisitore effettivo. Nel governo della diocesi indisse due sinodi e curò diverse visite pastorali. Riprese duramente i parroci  che non adempivano all’obbligo della residenza.

Alla sua azione, e a quella dei predecessori si deve l’istituzione dell’università di Cagliari e del seminario diocesano. In entrambe le istituzioni insegnarono i gesuiti.

Per iniziativa del Desquivel nel 1618 fu creato un istituto dedicato alla preparazione culturale della classe dirigente, fino allora molto scadente nell’isola, chiamato il Collegio dei nobili. Sino al 2015  conosciuto col nome di Convitto nazionale Vittorio Emanuele attribuitogli durante il Risorgimento.

La fama di Desquivel è legata al rinvenimento delle reliquie dei santi martiri cagliaritani. All’epoca, il titolo di primate di Sardegna era conteso con l’arcivescovo di Sassari perché nella sua diocesi erano stati rinvenute le reliquie dei santi Gavino, Proto e Gianuario. Desquivel organizzò quindi dal 1614 imponenti scavi archeologici nelle aree in cui venivano venerati martiri paleocristiani, cioè  intorno alla basilica di S. Saturnino a Cagliari.

A Cagliari egli diresse i lavori di persona e trovò una lapide con la scritta + S….INUM…, interpretata come sancti innumerabiles. Effettivamente negli anni seguenti furono scoperti numerosi resti, fra cui quelli dei santi Cesello, Camerino, Lussorio e Saturnino patrono della città. Desquivel fece costruire una cripta nella cattedrale di Cagliari con tre cappelle  dedicate alla Madonna dei martiri, a San Saturnino e a San Lucifero uno dei primi vescovi della città, autore di opere importanti contro le eresie.

Pareti e volta contengono seicentodiciassette rosoni diversi e centosettantanove nicchie ognuna col nome del santo di cui contengono reliquie, tutte scolpite a mano in marmo policromo.

Nonostante le sue richieste di poter tornare in Spagna  monsignor Desquivel rimase a Cagliari dove morì  il 21 dicembre 1624, dopo appena 18 giorni di malattia. Il suo corpo è sepolto in un sarcofago all’entrata del santuario da lui voluto, vicino ai martiri.

 

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