Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – via Robert Heinrich Hermann Koch

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia

di Annalisa Pirastu

 

Via Koch è una traversa di via Jenner.

Robert Heinrich Hermann Koch nacque a Clausthal-Zellerfeld, una città mineraria vicino ad Hannover  in Germania, l’ 11 dicembre del 1843. Era il terzo di tredici figli. Il padre era ingegnere minerario, ma la famiglia aveva seri problemi economici.

Nel 1853 il padre di Robert Koch divenne consigliere delle miniere imperiali di Hannover, mettendo fine ai suoi problemi economici e riuscendo a pagare per la scuola dei figli.

Robert imparò a leggere e scrivere  a 4 anni dai fratelli più grandi. Si diplomò al liceo umanistico.

Il nonno lo iniziò alla fotografia e alla microscopia. All’età di 19 anni, a seguito delle insistenze dei genitori, si iscrisse alla facoltà di medicina all’Università di Gottinga.

Conobbe l’anatomista  Friedrich Gustav Jakob Henle   che aveva pubblicato il trattato Von den Miasmen und Kontagien, nel quale dava le prime basi teoriche alla possibile esistenza di germi patogeni. Nel 1865, il direttore dell’Istituto patologico di Gottinga offrì a Koch un posto di assistente, anche se Koch frequentava solo il terzo anno.

Nel 1866 conseguì la laurea ma non volle tornare a Clausthal come medico generico. I suoi genitori riuscirono a fargli avere un posto da medico assistente all’ospedale di Amburgo.

Koch si sposò a 23 anni con Emmy Fraaz. Nel 1869 si trasferì a Rackwitz, oggi Polonia, una cittadina ricca e disposta a pagare il medico adeguatamente. Koch dopo poco tempo divenne famoso anche oltre confine per le sue capacità di medico.

Il suo studio era suddiviso in due stanze; la prima veniva utilizzata per le visite dei malati, la seconda era un laboratorio che veniva usato per isolare e studiare l’agente patogeno su appositi terreni, sotto il microscopio e successivamente fotografato per le sue ricerche. Iniziò ad interessarsi alla batteriologia, studiando il decorso patologico dell’antrace, malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, riuscendo a descrivere l’intero ciclo vitale del bacillus anthracis  e a riprodurre la malattia su animali presi come cavie.

Fu inoltre uno dei primi ad introdurre proposte riguardanti misure igieniche da adottare per prevenire propagazioni di malattie. Nel 1877 inventò la microscopia fotografica, pubblicando un articolo contenente foto dettagliate di batteri e il modo in cui ottenerle.

In questi anni conobbe Julius Cohnheim, un esperto in patologia sperimentale e direttore dell’Istituto di Patologia di Breslavia. All’istituto di sanità a Berlino dove si era trasferito Koch poté condurre le sue numerose sperimentazioni.

Da allora cominciò l’ascesa rapida scientifica dell’istituto in Germania e nel mondo, perché l’istituto sotto la sua guida divenne all’avanguardia. Nel 1882 Koch rese noto il suo lavoro sull’agente patogeno della cosiddetta peste bianca,  ovvero il bacillo della tubercolosi.

Aveva risolto l’enigma della più grossa epidemia popolare del tempo. Gli venne conferito il titolo di consigliere di fiducia imperiale firmato da Bismarck. Koch non si accontentò della scoperta degli agenti patogeni,  ma si interessò all’eliminazione della malattia. Nel corso della sua vita si trasferì nelle regioni ad alto rischio della terra, come India, Nuova Guinea e Africa e cercò di combattere malattie infettive come il colera, la peste, la malattia del sonno e la malaria.

Nel 1881 dimostrò l’efficacia dell’uso del vapore come agente sterilizzante e conobbe personalmente, durante il Congresso Medico Internazionale di Londra, Louis Pasteur.

Nel 1882 applicò i suoi metodi di analisi alla tubercolosi, all’epoca la principale causa di morte, riuscendo a stabilirne l’eziologia batterica e a confutare tutte le ipotesi fatte dai suoi predecessori. Egli riuscì infatti ad isolare il batterio e ad inocularne colture artificiali in altri animali sani.

Nel 1883 ottenne un altro successo identificando, durante una spedizione condotta prima in Egitto e poi in India, l’agente patogeno del colera, il vibrione colerico. Lavorò molto anche sulla malaria, aggiungendo nuove informazioni sul ciclo di vita del parassita che la causava.

Nel 1890 Robert Koch divorziò e sposò la giovane Hedwig conosciuta nello studio del suo amico pittore, Gustav Graef, che posava come modella per il pittore. Sempre nel 1890 egli presentò la tubercolina, un rimedio segreto contro la tubercolosi. Ben presto si dimostrò che il suo potere terapeutico era nullo e che la segretezza non serviva ad altro che a mascherare premesse scientifiche non certe. Ciononostante, l’euforia che seguì immediatamente dopo l’annuncio della tubercolina portò alla fondazione dell’attuale Robert Koch Institute, nel 1891.

Nel 1896 fu invitato dal governo ad analizzare e a fare ricerche sulla peste suina in Africa del sud. Nel 1898-1899 fece ricerche sulla malaria in Italia e poi fino a Giava. In quel periodo, nonostante varie misure preventive messe in atto esplose una nuova epidemia di malaria a Stephansort,  al tempo sede governativa della colonia tedesca della Nuova Guinea. Koch venne inviato sul posto a studiare la malattia

Tra il 1905 e il 1906 condusse la spedizione per la malattia del sonno nell’Africa dell’est; fece però principalmente le sue ricerche nella regione coloniale britannica in Uganda. Koch dovette interrompere questo viaggio per ricevere il Premio Nobel per la medicina nel 1905 a Stoccolma la scoperta dell’agente patogeno della tubercolosi.

I grandi successi da lui ottenuti fecero presto nascere una accesa rivalità tra Koch e Pasteur,  altro indiscusso padre della batteriologia. La stessa materia veniva chiamata microbiologia  dai seguaci di Pasteur e batteriologia dai seguaci di Koch. L’inizio di tale controversia viene fatta risalire al 1882, quando si tenne a Ginevra il Congresso Internazionale di Igiene. In tale occasione Koch iniziò a contestare la validità delle scoperte di Pasteur e criticò con forza il metodo utilizzato dallo scienziato francese per il vaccino contro l’antrace, la cui efficacia era stata dimostrata pubblicamente nel 1881 a Pouilly-le-Fort.

Fu questo l’inizio del declino di Koch. Egli era in costante competizione con  Pasteur, il quale nello stesso anno aveva presentato il vaccino contro la Rabbia.

Nonostante il fallimento della tubercolina nel 1890, Koch continuò imperterrito ad avere fede nelle sue proprietà curative, mantenendo la sua posizione nel 1902, quando venne provata la non identità di tubercolosi umana e bovina.

Nel 1901 Koch venne insignito della medaglia Harben, nel 1902 venne ammesso all’Accademia Parigina delle Scienze, e nel 1905 gli fu conferito il Premio Nobel per la medicina.

Si ammalò gravemente agli inizi del 1910, lamentando forti dolori al petto e dispnea. Morì il 27 maggio 1910, a causa di un attacco cardiaco, a Baden-Baden.  I suoi resti si trovano nel Robert Koch Institut a Berlino e sono in un mausoleo tuttora visitabile.

 

 

Commenta!